6 lug. – Bologna era uno degli snodi principali dell’organizzazione internazionale che trafficava in esseri umani sgominata questa mattina dall'”Operazione Ropax“. L’operazione è stata condotta in tutta Italia e coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia. La Polizia sta eseguendo decine di arresti in tutta Italia. L’organizzazione ha fatto arrivare clandestinamente in Italia migliaia di migranti per poi trasferirli in altri paesi europei. Le indagini sono partite il 13 maggio 2010, quando a Porto Corsini (Ravenna) sulla motonave Ropax, proveniente dalla Grecia, è stato trovato un rimorchio frigo che, invece di contenere arance come dichiarato, era stipato di migranti. 65 le persone, di cui 4 i bambini, che erano rinchiuse in pochi metri quadri. Le indagini, iniziate a Ravenna e Bologna sono poi state estese, per competenza territoriale, alla procura di Lecce.
Gli arrestati sono in maggior parte trafficanti di uomini di origine afghana, pachistana e indiana. Il reato ipotizzato è di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I migranti erano, secondo gli investigatori dello Sco, “in costante pericolo di vita” per le modalità con cui avvenivano i viaggi, sia quelli verso l’Italia che quelli dal nostro paese verso gli altri paesi europei.
L’inchiesta ha consentito di ricostruire l’organigramma dell’organizzazione: un vertice operativo in Grecia e in Turchia e diverse cellule presenti nel nostro paese, a Roma, Milano, Cremona, Bologna, Bergamo, Brescia, Teramo, Ascoli e Bari. I trafficanti di uomini facevano arrivare clandestinamente i migranti (soprattutto pachistani, iracheni e afghani) in Italia utilizzando per i viaggi sia piccole imbarcazioni – che puntavano sulle coste pugliesi – sia le navi di linea dirette ai porti sull’Adriatico. Una volta arrivati in Italia, i clandestini venivano trasferiti in Germania, Svizzera, Danimarca, Austria, Francia e Belgio.
Bologna era lo snodo principale per gli immigrati diretti verso il Nord Europa. In città era attiva una fitta rete di supporto logistico che dava ospitalità, forniva documenti e biglietti ferroviari ai migranti, sempre previo pagamento. 11 le persone arrestate sotto le Due torri, in gran parte giovani, la quasi totalità di origine afgana, anche se il coordinatore era un iraniano.
“Una grandissima operazione di polizia – ha detto il questore Vincenzo Stingone che, riferendosi al traffico di esseri umani, parla di “reato odiosissimo che mette queste persone, clandestine, a rischio di criminalità“.
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