Tra Bologna e Chievo vince il non gioco

Partita d’altri tempi, di rara bruttezza: puro calcio vintage anni ’70. Bologna e Chievo si sono annullati senza mai dare nemmeno l’illusione di costruire un’azione pericolosa. Primo tempo di noia pura, col Chievo che ringhia su ogni palla e il Bologna che se ne resta coperto cercando uno spunto che non arriva mai. Gli errori si sprecano da ambo le parti e pure l’arbitro Bergonzi si adegua sbagliando il metro di giudizio e concedendo troppo ai veneti che praticano il fallo sistematico sui portatori di palla rossoblù.

Le uniche “emozioni”, se vogliamo chiamarle così, sono arrivate nel secondo tempo: il Chievo ha avuto la sua occasione con Acosty  che al 37° sfrutta uno scivolone di Sorensen e va via sulla sinistra, entra  in area liberandosi di Khrin e tenta il sinistro sul primo palo: il tiro però è centrale e Curci blocca in due tempi.

Sul fronte Bologna si può segnalare al 32° uno spunto di Moscardelli, subentrato a Laxalt, che impegna Puggioni dalla distanza: sulla respinta del portiere clivense si avventa Kone che tenta di girarla ma il tiro è lento il portiere para. La vera e unica palla gol capita al 47° a Bianchi, subentrato a un buon Cristaldo,  che aggancia in area un lancio lungo di Perez, controlla bene, ma tira sull’esterno della rete.  Da segnalare che el Ruso si è fatto ammonire al 94°: era diffidato e salterà la partita con l’Atalanta, ma tanto per evitare cattivi pensieri Pioli ha subito specificato che l’avrebbe saltata comunque per via dello spareggio con la sua nazionale.

A fine gara sia Pioli che Sannino si sono comunque dimostrati abbastanza soddisfatti: l’allenatore del Bologna porta a casa un solo punto ma continua la striscia positiva e soprattutto la porta resta inviolata per la terza volta di seguito. A Sannino una sconfitta sarebbe costata la panchina: beve il brodino e spera di invertire la rotta nelle prossime gare.

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