13 gen. – E’ con gli occhi lucidi che oggi i delegati della Fiom hanno iniziato lo sgombero della saletta sindacale all’interno della Magneti Marelli di Bologna. Con l’entrata in vigore dell’accordo separato, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil è stato sfrattato da tutte le fabbriche del gruppo. E poco importa che alla ex Weber, la Fiom abbia preso alle scorse elezioni delle Rsu il 60% dei consensi: non ha firmato l’accordo, quindi deve uscire dalla fabbrica. E’ un giorno triste per il leader provinciale Bruno Papignani: “Da domani non c’è più il sindacato in azienda”. Uscire dalla fabbrica non significa però arrendersi: “Vogliamo rientrare alla Magneti Marelli dalla porta principale” dice Papignani mentre i delegati escono dal cancello laterale con in mano le foto di Luciano Lama e Bruno Trentin, le bandiere rosse e i fogli clandestini stampati dentro la fabbrica durante l’occupazione nazi-fascista. Il segretario provinciale della Fiom lancia una provocazione in direzione dell’amministrazione comunale: “Il sindaco dia la cittadinanza onoraria ai delegati sindacali della Weber”, a chi oggi “viene messo in clandestinità dalla Fiat”.
