19 apr. – Un presidio sotto la Questura per protestare contro il rimpatrio forzato di due tunisini rinchiusi fino a questa mattina fa nel Cie di via Mattei. “Una misura illegittima e arbitraria in contrasto col Decreto del 5 aprile 2011″, hanno spiegato al megafono gli attivisti, non più di una ventina, che hanno preso parte al presidio.
“Lo scorso sabato i legali dello Sportello Migranti – recita un volantino diffuso sempre al presidio – erano riusciti a presentare ,nonostante gli ostacoli pretestuosi posti dalla Questura, richiesta di rilascio del permesso di soggiorno”. Ma la Questura avrebbe “attuato una scelta incurante dei diretti di queste persona”. E cioè avrebbe rimpatriato due dei sei tunisini ancora rinchiusi nel Cie e starebbe opponendosi alla liberazione degli altri quattro. La Questura ha spiegato che i sei sono accusati di aver commesso dei reati, ma non è stata ancora in grado di specificare quali.
Pietro Fanesi, collaboratore dell’avvocato Elia De Caro, difensore dei sei tunusini
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Domani mattina è previsto un ulteriore incontro in Questura per tentare di capire le ragioni del mancato rilascio e del rimpatrio forzato.

