19 ott. – Circa 300 persone all’assemblea aperta del Tpo, lunedì sera, quattro ore per riflettere su quanto accaduto sabato a Roma. Ne sono uscite critiche dure alle azioni violente che hanno messo a repentaglio la sicurezza delle persone del corteo e si è esplicitato l’ invito ai neri a “stare lontano”. Le strade delle diverse anime del movimento, che avevano deciso di marciare insieme nella manifestazione del 15 ottobre, dunque si dividono.
Due o tre interventi si sono dissociati da queste conclusioni, rivendicando e sottolineando la vicinanza con chi in Piazza San Giovanni aveva resistito alle cariche della polizia. La stragrande maggioranza, non solo attivisti del Tpo, ha condiviso l’idea di guardare avanti, distanziandosi da chi con le proprie azioni, soprattutto incendiando auto e cassonetti, ha creato pericolo per la vita degli altri manifestanti.
Un altro problema sollevato è stata la mancanza di democrazia: alcune realtà che avevano condiviso le strategie per la giornata del 15, è stato detto in alcuni interventi, hanno scelto poi di fare altro, senza per altro raggiungere alcun obiettivo, nessun maggiore spazio di libertà. “Con queste persone non vogliamo per un po’ avere nulla a che fare”, ha detto Domenico Mucignat.

