Tper. “Controllo resta pubblico”. Stoppata la Regione

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8 lug. – Alla fine si è piegata la Regione, intenzionata a mettere sul mercato una bella fetta di quote Tper. Al termine del summit tenuto questa mattina in viale Aldo Moro, i soci dell’azienda di trasporto pubblico hanno deciso di mantenere il controllo pubblico dell’azienda.

Addio dunque al partner capace di acquisire il 51% delle quote dell’azienda, secondo il piano delineato nei giorni scorsi dall”assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri. Frutto ufficiale dell’incontro, la nota congiunta dei tre enti, firmata oltre che da Peri dal sindaco di Bologna Virginio Merola e dalla presidente della Provincia Beatrice Draghetti.

“Regione Emilia-Romagna, Comune e Provincia di Bologna, durante l’incontro di questa mattina in viale Aldo Moro, in linea con il processo unitario che ha caratterizzato il percorso di scissione/fusione di Tper, hanno condiviso la necessità di “mantenere il controllo dei soci pubblici all’interno della società medesima”. Una comunicazione non scontata, considerando che negli scorsi giorno l’assessore Peri aveva dichiarato di voler lasciare alla Regione un ruolo di controllo e di gestione degli appalti, riservando ad un socio esterno (privato) la gestione industriale dell’azienda, e quindi la maggioranza delle quote. Negli scorsi giorni anche l’assessore al bilancio del Comune di Bologna, Silvia Giannini, aveva aperto la riflessione su una possibile cessione delle quote. In due Comune e Regione detengono il 76% delle azioni di Tper.

“Una buona notizia”, ha commentato Alberto Ballotti, segretario regionale della Filt-Cgil.

I tre enti, si legge ancora nella nota diffusa da viale Aldo Moro, hanno confermato anche “l”impegno a continuare a lavorare nella direzione sia di una più ampia integrazione delle società” di trasporto pubblico locale a livello regionale sia della prossima gara del ferro, per la quale si ribadisce la necessità che Tper individui il partner per partecipare alla gara stessa. Il piano industriale di Tper, “che sarà oggetto dell’assemblea dei soci il 10 luglio, si configura intanto come prospettiva concreta di sviluppo della società pienamente sostenibile”.

Nei giorni scorsi Peri aveva spiegato come una privatizzazione di questo tipo sia già stata attuata a Firenze, mentre Torino e Roma avrebbero imboccato la stessa strada. Abbiamo chiesto a Daniele Crescioli, della Filt-Cgil fiorentina, di raccontarci com’è andata la recente privatizzazione di Ataf, l’equivalente fiorentino dell’Atc di Bologna.

Il tema posto era giusto – commenta Peri – e sarebbe stato meglio affrontarlo anche se non c’è una legge che censuri l’incompatibilità tra i due ruoli in vista della gara per l’affidamento dei servizi ferroviari regionali. Avevo auspicato un’altra soluzione ma ho verificato che oggi non ci sono le condizioni”. Conclude Peri: “Si è deciso di concentrarsi sugli obiettivi strategici: la ricerca di un partner industriale per partecipare alla gara e l’integrazione con le altre società di trasporto pubblico locale della regione. Su questi elementi essenziali, stiamo lavorando da alcuni anni per dare una forte prospettiva alle aziende di questa regione e metterle nelle condizioni di produrre servizi di qualità per i cittadini”.

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