Bologna 6 nov. – Arriva dalla Svezia il progetto Toxic Bios, un portale nato con lo scopo di “raccogliere storie di contaminazioni e di resistenze delle persone che vivono alle periferie del nostro benessere”, così come ha raccontato ai microfoni di piper, il ricercatore e co-curatore del progetto Marco Armiero, “perché crediamo nel potere dello storytelling, e nella possibilità di ribaltare una narrativa mainstream che vuole silenziare o normalizzare queste storie tossiche”.
All’indirizzo www.toxicbios.eu si trovano storie che arrivano da Grecia, Portogallo, Svezia, Turchia e Italia, storie di contaminazione e resistenza alle ingiustizie ambientali che vengono raccolte e diffuse, tramite la piattaforma da chi in prima persona e sul proprio corpo, vive un ambiente contaminato.
La piattaforma, finanziata dalla fondazione svedese Mistra insieme a The Seed Box, raccoglie in una mappa interattiva circa settanta autobiografie tossiche scritte, filmate, registrate e fotografate da ricercatori e ricercatrici, attiviste e attivisti ed è aperta a chiunque voglia raccontare la propria storia di contaminazione e resistenza.
Ascolta l’intervista a Marco Armiero


