Dopo aver appreso ieri dalla nostra emittente la notizia del rinvenimento di sacchi contenenti amianto in un bosco nei pressi di Castiglione dei Pepoli, sull’Appennino in provincia di Bologna, il presidente dell’Aea (Associazione esposti amianto) Vito Totire torna all’attacco. Gli smaltimenti abusivi, denuncia in una nota, sono molto numerosi, “molti di piu’ dei 20-30 annui riferiti da Arpa”, eppure Comune e Provincia stanno a guardare. “Aspettavamo da Comune e Provincia- scrive Totire- convocazioni di udienze conoscitive per riprendere la discussione avviata nel 2006-2007 col Comune di Bologna. Siamo ormai all’8 settembre, non vediamo nessun armistizio all’orizzonte e nessuno ha convocato nulla“. Il presidente di Aea coglie l’occasione per ribadire le proposte dell’associazione: “censimento a tappeto con obbligo di autonotifica e incentivi ai cittadini finalizzati allo smaltimento corretto“.
Totire, a dimostrazione che la pratica dello smaltimento abusivo e’ diffusa, ricorda che “solo nel territorio di Monzuno, nel giro di pochi mesi, ne abbiamo individuati quattro o cinque”. E non e’ tutto perche’ nello stesso periodo, prosegue Totire, “ne abbiamo individuati a Grizzana Morandi e a Monterenzio“. Il presidente dell’Associazione esposti amianto, ricordando i siti non ancora bonificati (prati di Caprara, cartiera di Marzabotto, ex-Sabiem, via Emilia Ponente, caserma Prudentino, via Fiorini), esorta i cittadini affinche’ “continuino a segnalare i siti” e chiede ad amministrazioni pubbliche ed enti locali di prendere una posizione: “Dicano se e cosa hanno intenzione di fare” conclude Totire.

