13 lug. – Dopo il flop dell’anno scorso, dovuto in larga parte ai costi troppo alti del servizio, il Comune di Bologna riprova a rilanciare “Nido-casa“. Lo fa aumentando il contributo economico verso le famiglie e potenziando l’attività di promozione. Il progetto prevede nidi faidate in casa di un genitore gestiti da un educatore per un massimo di tre bimbi dai 6 ai 36 mesi. Nel 2009/10 si riuscì a tenerne in piedi soltanto uno gestito dalla cooperativa “Le Ali”. Troppo alti, infatti, i costi per le famiglie (circa 700 euro al mese), così l’amministrazione ha deciso di aumentare la sua parte del 30%, portando il finanziamento a 40.000 euro. I contributi saranno erogati secondo quattro fasce Isee fino a un massimo di 400 euro al mese. Al bando, pubblicato in giugno, hanno risposto già tre associazioni: “Casa Gialla” di Sasso Marconi, “Pianeta Aloucs” e “Le Ali” di Bologna, ma l’avviso è ancora aperto. “I costi lievitano per le tipologie di contratto degli educatori, per questo abbiamo adeguato i contributi”, ha spiegato Miriam Pepe, direttrice del settore istruzione di Palazzo d’Accursio.
