Toni Servillo al Teatro Duse


Mercoledì 17 dicembre, alle ore 21.00, al Teatro Duse va in scena la Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni con la regia di Toni Servillo. La produzione di Teatri Uniti e Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, oltre allo stesso Servillo nel ruolo comico di Ferdinando, l’onnipresente scroccone, vede in scena una selezionatissima compagnia di attori dai 20 ai 70 anni, costituita in parte da attori storici di Teatri Uniti e in parte da giovani che per la prima volta affrontano un impegno così importante: Andrea Renzi, Tommaso Ragno, Mariella Lo Sardo, Betti Pedrazzi – gli attori con cui Servillo lavora da anni – si uniscono a due grandi “vecchi” come Paolo Graziosi e Gigio Morra e a due attrici davvero agli inizi della loro carriera, Anna Della Rosa ed Eva Cambiale. Le tre commedie goldoniane dedicate al tema della villeggiatura (Le smanie per la villeggiatura, Le avventure della villeggiatura, Il ritorno dalla villeggiatura) andarono in scena a breve distanza l’una dall’altra nel 1761, al Teatro San Luca di Venezia. In esse Goldoni porta l’attenzione sulla classe borghese, così importante nella società veneziana, e sui suoi stili di vita, offrendone un’analisi lucida e cruda. Goldoni descrive un mondo che è anche il nostro, e ci sorprende per come riesca ad essere uno specchio dei nostri tempi, oggi che «la vacanza è sempre più quel luogo che assomiglia al significato della parola latina da cui deriva: vacuum, vuoto, che significa allontanarsi dalle responsabilità del fare, del progettare, del creare, del costruire. E quel vuoto che non si sa come riempire, diventa addirittura un valore».
Per questa produzione Servillo fa riferimento all’adattamento di Strehler che per primo al Piccolo di Milano nel 1954 mise in scena le tre commedie in un’unica serata. «Ho mantenuto alcune coordinate su cui già Strehler si era mosso cautamente – spiega Servillo – ad esempio il taglio di certe ripetizioni oppure un certo snellimento, comunque rispettoso, del linguaggio goldoniano per cui un termine come “maritaggio” diventa matrimonio, “differire la partenza” cambia in rimandare la partenza. Ho tentato di evitare la distanza linguistica e, allo stesso tempo, il rischio che il meraviglioso linguaggio di Goldoni diventasse una vulgata quotidiana». La Trilogia della villeggiatura ha una architettura teatrale perfetta, costruita da Goldoni in modo che «ciascheduna può figurare da sé, e tutte e tre insieme si uniscono perfettamente». Nella prima Goldoni ci mostra i “pazzi preparativi”, nella seconda la “folle condotta” e nella terza “le conseguenze dolorose che ne provengono”. Osserva Servillo: «Sotto i nostri occhi, nello svolgimento delle tre commedie, assistiamo, come se si trattasse di un romanzo, alla trasformazione dei personaggi in “persone” i cui destini, le cui emozioni, ci riguardano e ci toccano profondamente. I preparativi per la villeggiatura, l’ansia per la partenza, il tempo disteso delle partite a carte, delle conversazioni estive, a cui seguono i silenzi malinconici del rientro in città, hanno una scansione temporale, un movimento emotivo, un migrare sentimentale fatto di attese e delusioni, di speranze e conflitti, di ottimismo ed infelicità».

dal 17 al 21 dicembre al Teatro Duse, via Cartoleria 42 Bologna –  051.231836

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