Si chiama Tokyo Transit il quasi-esordio di Fabrizio Patriarca uscito per 66thand2nd, un romanzo filosofico che narra le vicende di Alberto e Thomas, “due stronzi coltivati a romanzi e filosofia“, due nichilisti che disegnano il proprio profilo esistenziale tra Roma e Tokyo che nelle mani di Patriarca diventa una città “le cui inflessioni del cielo ricalcano spesso l’atmosfera delle autopsie”.
Da Trainspotting e dal V canto dell’Inferno, quello che Dante dedica a Paolo e Francesca, nasce la volontà di trasformare la cocaina nel centro speculativo del romanzo, sopratutto attraverso lo sguardo di Thomas che la considera come l’apoteosi del consumo: “prima c’è la conversione del denaro in polvere, poi il rito del suo progressivo esaurimento”.
Nel finale dell’intervista, Fabrizio Patriarca parla anche del rapporto con l’immaginario giapponese fino a chiudere con una previsione: “nel rapporto con le realtà consumistiche diventeremo tutti giapponesi.”
La copertina, a cura di Paola Papetti, è dedicata al Trattato di culinaria per donne tristi (2012) di Héctor Abad Faciolince, edito da Sellerio, e tradotto da Eleonora Mogavero, un piccolo gioiello che riesce ad abbinare alta letteratura e riso sagace (da non perdere la ricetta per cucinare il Mammuth).
Tracklist:
- Pavo Pavo, Ran Ran Run, da Young Narrator in the Breakers, Bella Union
- The Lemon Twigs, As long as we’re toghether da Do Hollywood 4AD
- Jesca Hoop, The Lost sky, da Memories Are Now, Sub Pop


