
Un momento dello sciopero della ristorazione del 15 maggio 2014
Bologna, 22 mag. – Si complica la vicenda di Francesco, tirocinante di un McDonald’s bolognese che ha denunciato di aver pulito tavoli, wc e pavimenti per 6 mesi di fila, inserito in turni notturni e pagato con un solo rimborso spese. Non c’è solo una disputa tra l’azienda, che ha dichiarato di essersi comportata correttamente, e il giovane tirocinante, che tramite Cgil denuncia di essere stato messo a tutti gli effetti al lavoro senza il rispetto sostanziale del suo progetto formativo. Ora i riflettori si accendono su Iscom, l’ente formativo di riferimento per Confcommercio Bologna che, facendo da tramite tra le parti, ha permesso a Francesco di entrare nel McDonald’s. La domanda è: nel periodo del tirocinio del ragazzo (ottobre 2013-aprile 2014) sono stati fatte tutte le verifiche per assicurarsi che il progetto formativo fosse rispettato? La risposta non è così netta. Iscom in qualche modo dice che no, qualcosa è mancato, Ascom dice di sì. Le due versioni non concordano su tutti gli aspetti e così rimane il dubbio che dal luglio 2013 le verifiche sui tirocini si siano allentate.
La versione di Iscom. Dopo l’approvazione della nuova legge regionale sul tirocinio (luglio 2013), ha spiegato Luca Baroni di Iscom Bologna, “siamo in attesa che la Regione ci dia indicazioni sul monitoraggio. In passato mandavamo un nostro incaricato a fare un’intervista a titolare e tirocinante per vedere se le cose andavano come previsto dal soggetto formativo. Non più tardi di ieri (lunedì 19 maggio per chi legge, ndr) abbiamo fatto un’incontro con tutte le altre Iscom regionali e ci siamo dati una linea nostra interna, cioè torneremo a fare le interviste come le facevamo, e se ci dovessimo accorgere che le cose non dovessero funzionare in qualche tirocinio interverremo”. Domanda: nel caso specifico di Francesco non avete fatto il colloquio di controllo? “Non l’avevamo ancora fatto”. Perché non c’erano ancora le indicazioni regionali? “Perché attendevamo le indicazioni su come effettuare il monitoraggio”.
La versione di Ascom. Per Franco Entilli di Ascom Bologna invece le verifiche ci sono state, sotto forma di un colloquio iniziale e uno finale (con esito positivo) e con la trasmissione mensile di fax che dall’azienda sono stati inviati a Iscom. Nei fax erano riportati gli orari del tirocinante (che ha firmato i fogli) e le mansioni svolte. Sulla questione dei colloqui di controllo che per un certo periodo sarebbero venuti meno Entilli è sicuro: “La sorveglianza è stata costante a prescindere dalla procedure specifiche. Conoscendo McDonald’s e l’azienda in questione possiamo dire che ci sono state tutte le verifiche, e tutte le attività previste nel progetto formativo sono state effettuate, compresa la preparazione pasti”. C’è però la questione sollevata ad Baroni, e cioè quella di una sorta di “buco” nei controlli che i tutor, o altri incaricati di Iscom, effettuavamento prima dell’entrata in vigore della legge regionale sui tirocini (luglio 2013), e che riprenderanno nei prossimi giorni secondo quanto raccontato. “Sicuramente se quel buco c’è stato attiene solo alla rendicontazione”, dice il funzionario Ascom. Una mancanza dunque esclusivamente burocratica. Ci sono stati incontri col ragazzo? “La verifica in questo senso non è un elemento indispensabile”. Entilli è però categorico categorico: i controlli sono stati fatti attraverso i rapporti frequenti che Iscom ha con l’azienda che gestisce il McDonald’s bolognese dove Francesco ha svolto il tirocinio. “Non può acacdere – conclude Entilli – che il lavoratore del tirocinio sia lasciato a se stesso”. Abbiamo fatto una lunga intervista a Entilli. Eccone una parte:
La Regione. Abbiamo chiesto delucidazioni agli uffici regionali in merito al funzionamento dei tirocini. “E’ responsabilità del tutor didattico del soggetto formativo (quindi Iscom, ndr) garantire che il progetto formativo sia rispettato e le attività del tirocinante siano coerenti – ha spiegato Paola Cigognani, che in Regione si occupa di formazione e tirocini ed è responsabile del Servizio Lavoro – Cosa ben diversa è invece la parte di formalizzazione delle competenze acquisite alla fine del tirocinio. Su questo è assolutamente vero che è in corso il perfezionamento del dispositivo legislativo, ma questo niente ha a che fare con la responsabilità del tutor didattico”.

