Bologna, 21 mag. – Si difende Bologna Family Restaurant, azienda che gestisce in franchising la filiale McDonald’s di via Indipendenza. Dopo le accuse di Francesco Biosa, 21enne che per sei mesi ha lavorato come tirocinante nell’esercizio bolognese e che ci ha raccontato di essere stato impiegato in turni anche notturni e con mansioni di pulizia tavoli e wc, ora l’azienda ha deciso di raccontare il proprio punto di vista.
Tramite McDonald’s Italia Saverio Solimeo, titolare di Bologna Family Restaurant Spa, dà la sua versione della storia: “Il tirocinio formativo – spiega Solimeo in una nota – non solo è uno strumento previsto dalla legge, ma addirittura incentivato dai centri per l’impiego per favorire l’avvicinamento dei giovani al mondo del lavoro. La società Bologna Family Restaurant, che gestisco e a cui fa capo il ristorante presso cui ha svolto il proprio tirocinio Francesco Biosa (la cui testimonianza è riportata dalla vostra testata), ha utilizzato questo strumento secondo quanto previsto dalla normativa vigente, rispettandone anche gli obblighi formativi, che appaiono certificati attraverso l’apposita documentazione controfirmata sia dal tirocinante stesso sia dal suo tutor”. Abbiamo chiesto all’azienda di visionare questa documentazione. Ci è stato risposto che per ragioni di privacy non è possibile.
“Lavoravo 30 ore a settimana con un rimborso spese di 500 euro al mese, senza malattia o ferie“, ci ha raccontato Francesco Biosa. Alla fine dei sei mesi di tirocinio Bologna Family Restaurant ha deciso di chiudere il rapporto lavorativo col ragazzo, che si è rivolto quindi alla Cgil. “Quei sei mesi sono a tutti gli effetti lavoro mascherato”, ha detto Gaia Stanzani della Filcams Cgil bolognese. Una situazione, la sua, che secondo la Cgil non è isolata. Per il sindacato il tirocinio formativo sarebbe ormai l’ultima frontiera della precarietà.
C’è poi la questione legata alla formazione. Francesco è entrato al McDonald’s grazie ad un tirocinio attivato attraverso Iscom, l’ente formativo che fa capo ad Ascom. Secondo la Cgil il piano formativo non è stato rispettato. Sulla questione, visto che esiste una legge regionale che regolamenta la materia dei tirocini, la Federazione della Sinistra ha annunciato un’interrogazione a firma del consigliere regionale Sconciaforni.

