The JamBO, parla Roveri: “Mica facile avere a che fare con chi fa hip-hop”

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Bologna, 5 giu. – Lele Roveri è ovviamente affaticato, quando lo sentiamo al telefono: ha appena finito il suo lavoro per Rock In Idro e subito comincia The JamBO, in programma alla fiera questo fine settimana (dal 6 all’8 giugno). Ma cosa vuol dire avere a che fare con band rock o con band hip-hop? “Diciamo tra chi fa hip-hop che c’è più freestyle anche nell’organizzazione delle cose”, risponde ironico Roveri, raccontando di come i due headliner previsti, Clementino e De La Soul abbiano dato forfait proprio all’ultimo momento. “Il problema dell’hip-hop è questo: sei in balia degli eventi e ti trovi di fronte ad artisti che di fronte alla televisione, che siano comparsate o contratti più stabili, ti voltano le spalle“, ha chiosato il responsabile della programmazione musicale del festival.

Ma non c’è nessuna amarezza, visto che la nuova line-up di The JamBO comprende comunque nomi di altissimo livello. Da un lato il contingente italiano, con DJ Skizo, DJ TayOne, Assalti Frontali, Inokiness, MistaMan e altri. Dall’altro la rappresentativa statunitense che schiera Public Enemy e Naughty By Nature. E con Roveri abbiamo ragionato anche sul differente impatto dell’hip-hop là dove è nato (negli USA, dove è musica per le masse e di massa) e qui da noi. “L’Italia ha un ritardo cronico di qualche anno rispetto alla scena nordeuropea e americana. La scommessa di quest’anno è che esploda presto anche da noi come in altre realtà come Olanda, Inghilterra e Francia: giochiamo d’anticipo“, ha detto il nostro ospite, citando i numeri che ormai fanno Rocco Hunt e Noyz Narcos. D’altro canto questa scena è legata alle giovani generazioni, quindi la speranza è che veramente si possa assistere presto a una crescita notevole del fenomeno.

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