Bologna, 18 lug. – Non esiste nessuna relazione di causa-effetto tra le estrazioni di idrocarburi del pozzo Cavone di Mirandola e i terremoti del maggio 2012. E’ il verdetto, senza appello, della commissione di esperti internazionale voluta da Regione Emilia Romagna e dal Ministero per lo sviluppo economico dopo i risultati della commissione Ichese.
Nell’aprile scorso, dopo 6 mesi di attività, l’International Commission on Hydrocarbon Exploration and Seismicity in the Emilia Region aveva emesso un verdetto, anticipato maldestramente da alcuni media, che diceva in sostanza: non si possono escludere correlazioni tra l’aumento dell’attività estrattiva del pozzo Cavona, in località Mirandola (a meno di 20 chilometri dall’epicentro del terremoto del 20 maggio), e l’innesco della faglia che ha prodotto i sisma. Per questo la commissione chiedeva di indagare ulteriormente l’attività del pozzo Cavone.
La regione Emilia Romagna, in accordo con il Mise, Assomineraria e la Società Padana Energia che gestisce il pozzo, ha deciso di bloccare le trivellazioni e trasformare, temporaneamente, il pozzo in un laboratorio. Gli studi sui dati raccolti nel Laboratorio Cavone sono stati analizzati da una commissione di esperti internazionali che, dopo 3 mesi di lavoro, hanno emesso il verdetto.
“No, non è stato l’uomo ad innescare l’attività sismica del maggio 2012”. Marco Mucciarelli, direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS) e uno dei massimi esperti italiani di sismologia indotta, è convinto che il rapporto del Laboratorio Cavone sgombri il campo da ogni dubbio. “La commissione Ichese non si era limitata a dire ‘non si può escludere’ (una correlazione tra estrazioni e terremoto, ndr)- ricorda Mucciarelli- ma aveva indicato quali esperimenti si sarebbero dovuti fare, quali dati mancavano, che andavano acquisiti, per dire sì o no a questa domanda che rimaneva sospesa”. Questi esperimenti sono stati condotti e i dati analizzati da un’equipe di fama internazionale, tutti americani: “Tre tra i migliori sismologi al mondo più tre ingegneri e geologi minerari del Mit e di Harvard” Si tratta di persone qualificatissime secondo Mucciarelli che spiega come, “con questi nuovi dati, sgomberano il campo dicendo che la prima scossa sicuramente non può essere stata causata dalle attività di Cavone”. “Il secondo terremoto- prosegue Mucciarelli- è conseguenza del primo”
Diverse attività umane possono indurre eventi sismici: dalla costruzione di invasi per la produzione di energia elettrica, alle attività di estrazione di idrocarburi, fino agli impianti geotermici che sfruttano le acque ad alta temperatura del sottosuolo. Mucciarelli sottolinea che in Italia la letteratura scientifica indica in 4 casi i terremoti prodotti da invasi idroelettrici mentre altri due casi “per i quali è stata proposta una possibile correlazione con grossi invasi”. Inoltre “c’è stato un esempio dovuto all’attività mineraria negli anni 50, in Friuli, a Cave del Predil”. Poi, sul fronte della geotermia, quasi tutti i campi del Monte Amiata, in Toscana, hanno registrato fenomeni di sismicità indotta. L’unico caso di sismicità indotta in Italia riguardo alle attività estrattive di idrocarburi è in Basilicata, si chiama pozzo di reiniezione Costa Molina 2, “e sta dando della sismicità di magnitudo massima di 2,5-2,7”. In Emilia Romagna c’è un caso “dibattuto” e che riguarda il terremoto di Correggio del 1996: “Ma anche in questo caso, come in molti, mancano i dati”.
Secondo Mucciarelli il modello di trasparenza adottato per il Laboratorio Cavone, con i dati pubblicati costantemente sul sito dedicato, è quello giusto per informare correttamente e costantemente la popolazione. Mucciarelli, insieme all’Ogs, cura la rete di monitoraggio attorno allo stoccaggio gas di Susegana, in Veneto, “dove i dati vengono resi totalmente pubblici nell’arco delle 24 ore e vediamo che i rapporti con la popolazione sono decisamente seri”: “Questo è il modo – conclude Mucciarelli – per costruire un rapporto che non è fra sudditi ma fra cittadini”.

