16 mar. – Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha ricevuto un avviso di fine indagine con l’ipotesi di reato di falso ideologico in atti pubblici. L’inchiesta della Procura di Bologna è stata coordinata dal pm Antonella Scandellari e condotta dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Tributaria. Errani era stato indagato nei mesi scorsi.
La vicenda riguarda quella che ha portato all’apertura di un’inchiesta per il finanziamento di 1milione di euro alla cooperativa agricola Terremerse di Bagnacavallo (Ra) aderente a Legacoop, presieduta nel 2005 dal fratello di Errani, Giovanni. Il finanziamento doveva servire alla costruzione di un nuovo stabilimento vinicolo a Imola. L’inchiesta della Procura di Bologna sulla cooperativa venne aperta dopo un articolo del quotidiano “Il Giornale”. Secondo l’articolo la coop nel 2005 navigava nei debiti e per questo progettò il nuovo stabilimento, chiedendo alla Regione denaro sulla base del piano regionale di sviluppo rurale. Il finanziamento venne concesso nel novembre 2005 col vincolo di essere ultimato il 30 aprile 2006. La costruzione dello stabilimento però venne effettuata al di fuori di tutti i termini (che avrebbero fatto decadere il finanziamento) e compiendo varie irregolarità coperte dalla Regione. Fin qui le notizie di stampa.
Il presidente Errani due giorni dopo la comparsa dell’articolo portò in Procura una memoria che, a suo avviso, doveva attestare la trasparenza del comportamento della Regione nel finanziamento a coop Terremerse. La memoria venne redatta da due funzionari regionali, Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti che hanno ricevuto come Errani l’avviso di fine indagine anche per il reato di favoreggiamento personale (al fratello di Errani). Secondo la Procura in quella memoria venne attestato il falso con elementi che potevano sviare le indagini e fu proprio Errani a ispirarla.
La Guardia di Finanza ha notificato in tutto nove avvisi di fine indagine, anche a Giovanni Errani cui viene contestata anche la truffa aggravata e alcuni reati di falso. Avvisi di fine indagine anche al progettista dello stabilimento, al responsabile lavori sicurezza e al direttore dei lavori, all’attuale presidente della coop (Giovanni Errani ha lasciato nel 2010), a quello della società Cantina Colli Romagnoli (che si è fusa con Terremerse) e ad un collaboratore del servizio aiuti imprese della Regione, Andrea Selva Candiani, che secondo le indagini ha un ruolo centrale perché dichiarò nel 2006 che i lavori erano conclusi.
Errani ha rilasciato una scarna dichiarazione in cui spiega che in mattinata ha ricevuto la notifica dell’atto: “Nell’esprimere piena fiducia e rispetto nell’azione della magistratura, ribadisco la mia piena e consapevole convinzione della correttezza dell’operato mio e dell’operato dell’amministrazione“. “Sono certo che nel corso del procedimento emergerà con chiarezza questa verità”.

