22 set. – Questa mattina al Centro di identificazione ed espulsione di via Mattei c’è stata molta tensione. E’ quanto si apprende dal sito zic.it, che riferisce di un immigrato che si sarebbe «tagliato spargendo sangue dappertutto, nell’indifferenza degli operatori della struttura che non lo hanno soccorso finché non è intervenuto il garante per i diritti dei detenuti di Bologna». Per protesta, uomini e donne avrebbero quindi «ammassato materassi ed altro materiale nel cortile dandogli fuoco», mentre fuori si è svolto un presidio di solidarietà con i reclusi. Secondo Daniele Giovanardi, responsabile della Misericordia modenese, invece, le cose sono andate diversamente: verso le 12.30 alcuni immigrati avrebbero chiesto di anticipare l’orario di apertura dello spaccio interno ma, al rifiuto degli operatori, sarebbe nata una protesta e un cittadino tunisino (che ha una gamba dolorante) «si è procurato un taglio superficiale a un polso», ma serebbe stato «soccorso e medicato dal medico interno e rimandato nella sua stanza».
La garante per le persone private della libertà personale del Comune di Bologna, avvocato Desi Bruno, spiega che, in seguito a segnalazioni telefoniche, una collaboratrice del suo Ufficio si è recata in via Mattei verso le 16,30 e ha incontrato il cittadino tunisino che si era ferito – già noto alla garante perché ha fatto richiesta di asilo. L’uomo, che nel frattempo si era tranquillizzato, aveva dei cerotti. «Ci ha riferito di una grande tensione, che però, in quel momento non era più in corso – spiega Bruno -. Ma la tensione è costante da quando il periodo di permanenza nei centri è stato prolungato».

