Tensione al Beltrame. Gli operatori chiamano la polizia

8 lug. – Rimane alta la tensione al Dormitorio Beltrame, chiuso nel pomeriggio in attesa dell’arrivo della Polizia per identificare gli immigrati che hanno titolo a stare lì dentro ed escludere gli altri tra cui ci sono anche “degli spacciatori” e che a volte si mescolano ai tunisini con il permesso di soggiorno temporaneo. E’ Pietro Segata, presidente della coop. Dolce, a spiegare la novità che segue le tensioni di giovedì sera quando un tunisino ha tentato di impiccarsi perché voleva entrare non avendone titolo.

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Ancora in tarda serata, nonostante l’arrivo della polizia intorno alle 21.15, la situazione rimaneva tesa.

Santa Fiorenza della coop. Dolce che gestisce il centro riferisce che il gesto di Zouhir (o Zoer) che si è arrampicato sul muro non era un tentativo di suicidio ma una delle azioni che da settimane lui e altri tunisini mettono in atto contro il centro dove pretendono di entrare nonostante non abbiano i requisiti per essere accolti al Beltrame. In più l’uomo sarebbe stato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e avrebbe rifiutato di essere collocato nel dormitorio di via Capo di Lucca. “Siamo assediati”  spiega Fiorenza.

Segata ammette che con i ragazzi tunisini al Beltrame “ci sono problemi”. L’area del dormitorio aperta ai migranti col permesso di soggiorno umanitario è una parte che era destinata al piano freddo. Secondo Segata e un posto “non idoneo”.

Di tutt’altro tono un comunicato diffuso dal centro sociale Tpo che riporta il racconto di uno dei ragazzi tunisini che dormono nel centro. Secondo le sue parole  ci sarebbe effettivamente stato il tentativo di suicidio di Zouhir arrampicandosi sul muro di cinta e mettendosi una cintura al collo e il tentativo del compagno che è poi caduto. Sono intervenuti prima i Carabinieri, il Tpo riporta che un militare avrebbe puntato la pistola contro Zouhir che prima di salire sul muro si è tagliato con una lametta per farlo desistere dal gesto.

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