29 gen. – Avevano nascosto nel bagno dell’appartamento di due studentesse una telecamera, attivabile con un telecomando e puntata sul box doccia. Per questo un imprenditore edile di 32 anni originario di Sassari, G.C., titolare di una ditta “Pronto intervento idraulico” di San Lazzaro di Savena, e un suo collaboratore elettricista bolognese di 30 anni, G.G.; i due sono stati denunciati dai Carabinieri per il reato di interferenza illecita nella vita privata. La telecamera, secondo le indagini partite dopo la segnalazione delle due ragazze – originarie di Varese e Lecce e che abitano a Bologna – è rimasta nel bagno per due settimane. Era orientata verso il box doccia e nascosta in un barattolo di vernice; permetteva riprese sia audio che video e poteva essere accesa attraverso un collegamento telefonico. I militari hanno ricostruito che a mettere la telecamera erano stati l’idraulico e l’elettricista che avevano fatto i lavori per rimediare alla rottura di una conduttura nel bagno. I due avevano nel frattempo ricontattato le ragazze, spiegando che sarebbero dovuti tornare per fare alcuni ritocchi di tinteggiatura (probabilmente una scusa per riprendere la telecamera). I Carabinieri hanno perciò deciso di aspettare il loro ritorno. A prendere l’apparecchio si è presentato l’elettricista, poi fermato e perquisito dai militari. Addosso aveva una seconda telecamera che, ha spiegato, doveva portare al titolare. I Carabinieri hanno poi perquisito anche l’imprenditore, che aveva con sé il telefono cellulare con cui era stata attivata la telecamera e attraverso il quale, dunque, si potevano osservare in diretta (e registrare) le immagini. Per giustificarsi, l’imprenditore ha spiegato che le telecamere gli servivano per controllare che i suoi operai lavorassero bene. Ovviamente non è stato creduto.
