Bologna, 15 apr. – Se ne parla dal 2009 e per ora è solo un progetto sulla carta, ma la Regione ora ci riprova e annuncia i lavori del Tecnopolo a partire dal 2015. La conferma arriva dal presidente di Finanziaria Bologna Metropolitana, Renato Baioni.
Due settimane fa è arrivato l’ok dalla Soprintendenza al progetto Gerkan-Marg che ha vinto il concorso indetto dalla Regione nel 2012. Negli stessi giorni la Giunta regionale ha approvato il programma operativo, una delibera propedeutica all’avvio dei lavori: a giugno-luglio dovrebbero riprendere le demolizioni. Iniziate nel 2010 sarebbero dovute durare solo 45 giorni, ma sono ancora da completare.
La gara d’appalto per la realizzazione del primo lotto, invece, è prevista “in autunno” conferma Baioni, in estate ci sarà la Conferenza dei servizi a cui poi seguirà il bando. Il taglio del nastro del Tecnopolo doveva essere programmato per la fine del 2013, invece due anni dopo, se tutto andrà bene, arriverà la posa del primo mattone.
La Regione investe nel progetto oltre 56 milioni di euro per il primo dei due lotti: 40 milioni sono previsti nel bilancio 2014, mentre i restanti 16 milioni vengono coperti con una permuta. In sostanza alla ditta (o l’associazione temporanea d’imprese) che vincerà l’appalto viale Aldo Moro conferirà anche la proprietà di due immobili a Bologna, entrambi ad uso uffici ma inutilizzati: un palazzo da 12,1 milioni di euro in via dei Mille e un edificio in via Po che vale poco più di 4 milioni.
Per il lotto B è invece previsto un project financing, per cui non ci saranno finanziamenti diretti della Regione. Lì è previsto l’insediamento dei servizi (bar e ristorante), oltre che di Istituti Ortopedici Rizzoli, Enea, Lepida, Aster, università di Bologna e Consorzio T3Lab. L’appalto, spiega Baioni, sarà bandito solo dopo l’aggiudicazione del primo lotto. Se la Regione crede ancora a questo progetto, chi ormai non può più attendere sono gli ex lavoratori della Manifattura Tabacchi, che nel Tecnopolo avrebbero dovuto trovare una nuova ricollocazione.
Tecnopolo Bologna. Anni di ritardo e il rischio di vederlo deserto



