13 mag. – Terzo giorno di protesta al Teatro Comunale di Bologna e ora la direzione batte cassa. Il direttore del personale del teatro, Maurizio Boschini, ha infatti chiesto un incontro “al fine di definire – queste le sue parole – la corretta modalità di gestione e di imputazione dei costi in caso di ulteriori manifestazioni“. La direzione chiede dunque ai sindacati di coprire i costi per garantire la sicurezza nei locali e il personale necessario a tenere aperto lo stabile. Costi che ammonterebbero a 2.000-2.500 euro per ogni serata di di protesta.
La risposta dei sindacati non si è fatta attendere. Enrico Baldotto della Fials–Cisal ha parlato di richiesta “stupefacente: in tutti gli altri teatri i sovrintendenti appoggiano le iniziative”. Per Francesco Sgroi (Fistel) con “un sovrintendente normale queste cose non succederebbero, ma evidentemente ogni occasione è buona per mettere i bastoni tra le ruote“. I sindacati stanno comunque pensando ad un comitato per gestire l’organizzazione degli eventi e valutare eventuali costi da sostenere.
Domani invece il Pdl di Bologna, che finora non aveva preso posizione, incontrera’ i rappresentanti dei lavoratori in merito alla “grave” situazione in cui versa il Teatro Comunale e poi porterà al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, le loro valutazioni in merito.
E per stasera confermato il terzo giorno di protesta. Niente Carmen ma musica da camera con l’orchestra e gli artisti del coro alle 19; alle 20 letture di brani di Pasolini su cultura e arte, poi l’intervento di un dottorando dell’Universita’ di Bologna e, infine, una selezione di brani della Carmen.

