7 apr. La distruzione di nove scenografie utilizzate e non recuperate (per un valore stimato di un milione di euro), i costi che dalla Scuola dell’Opera si ripercuotono sul teatro e i mancati fondi dovuti all’abbandono di alcuni sponsor.
Sono queste, secondo i sindacati, alcune delle ragioni del debito di oltre 4,7 milioni di euro registrato dal Teatro comunale di Bologna nel 2008. Prosegue il braccio di ferro fra i dipendenti del Comunale e i vertici della Fondazione.
Questa volta i rappresentanti di Cisl, Uil e Cisal tornano all’attacco del sovrintendente Marco Tutino dopo la lettera inviata a tutti i dipendenti. Una corrispondenza dove Tutino indicava i sindacati come “menzogneri” a causa della diffusione della notizia del deficit registrato lo scorso anno.
Ma Tutino, attaccano i sindacati, si rifiuta di fornire i dati di bilancio disaggregati, chiesti a gran voce da Cisl, Uil e Cisal. Numeri che, fanno sapere, mostrerebbero quanto la crisi del Comunale non sia da imputare ai dipendenti ma alla sua cattiva gestione. “Non protestiamo per avere più soldi- sottolineano le tre sigle – ma per chiedere maggior trasparenza”
Parole al vetriolo anche per il presidente della Fondazione Teatro comunale, Sergio Cofferati, snobbato dai sindacati. Un incontro con lui? “E’ inutile – dicono- ormai è il passato di Bologna”. Ora non si escludono altri scioperi, ma non prima di aver convocato un’assemblea. Per il futuro un solo dialogo, “quello con candidati a sindaco per le prossime elezioni”.

