Teatro Comunale, dopo il decreto del Governo incombono le occupazioni

16 apr. – Dopo l’approvazione, in Consiglio dei ministri, di un decreto-legge che anticiperebbe la riforma del settore dello spettacolo, in particolare quello lirico-sinfonico, potrebbe partire una nuova ondata di iniziative sindacali. Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal hanno già proclamato da qualche giorno lo stato di agitazione, ventilando l’ipotesi di mettere “in campo tutte le azioni possibili, a partire dall’occupazione delle Fondazioni“. Secondo una nota di Palazzo Chigi, l’obiettivo del decreto è
razionalizzare le spese“, raccogliendo le richieste dell’Anfols, l’associazione delle Fondazioni lirico-sinfoniche di cui è presidente Marco Tutino, sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna. Le difficoltà  delle fondazioni, secondo il Governo, sono dovute “alle consistenti spese di funzionalita’, in particolare per il personale (circa 5.500 lavoratori), che assorbono il 70% del finanziamento pubblico”.
Il decreto introduce “norme rigorose sul turnover dei dipendenti e regole nuove per le assunzioni e la tipologia dei contratti di lavoro utilizzabili”. All’approvazione del nuovo contratto nazionale sono subordinati i rinnovi degli integrativi aziendali di ogni fondazione”.
La risposta dei sindacati alla riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche arriverà lunedì, da Milano, dove è convocata la riunione del coordinamento nazionale unitario delle quattro sigle.
Anche a Bologna, i sindacati giudicano negative le prime notizie sul decreto. Gli autonomi della Fials confermano le intenzioni bellicose promesse nelle scorse settimane: nel mirino c’è la rappresentazione della Carmen.

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