Nel 2009 il Teatro comunale di Bologna “e’ destinato al fallimento“. E’ questa la secca e fosca previsione dei sindacati dell’ente lirico che invocano l’intervento del sindaco Sergio Cofferati e continuano a chiedere le “dimissioni immediate” del sovrintendente Marco Tutino. Fials-Cisal, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil dichiarano interrotte le relazioni sindacali con Tutino (per “incompatibilita’ ambientale” con il sovrintendente) e presentano alla stampa un documento firmato da 250 dei 280 dipendenti del Teatro. I sindacati mettono ancora una volta l’accento sui quasi 4,8 milioni di euro di passivo di bilancio accumulati nel 2008 e che si sommano allo sbilancio patrimoniale di 12 milioni.
L’accusa nei confronti di Tutino è quella di aver fatto crescere a dismisura il deficit: “Nel 2007- attacca Giulio Ciofini della Fials, sventolando i dati forniti dalla Fondazione – le perdite d’esercizio ammontavano a poco piu’ di un milione, ma grazie alla gestione di Tutino in un anno sono quadruplicate. Nel 2009 e’ previsto un ulteriore passivo di 5,9 milioni” – insiste Ciofini- “questo significa che il Comunale avra’ perdite per 11 milioni nel triennio”. Quella di Tutino, dunque, e’ “una gestione fallimentare che non possiamo tacere: a fine 2009 saremo come Alitalia, con le spalle al muro”.
I rappresentanti dei lavoratori stanno anche organizzando un incontro pubblico, forse proprio dentro il Teatro, con i candidati sindaco, per chiedere loro come interverranno nel prossimo mandato su questa situazione. E Stefano Grignanin della Cisl conclude: “Se non avremo rassicurazioni, soprattutto sul futuro dei dipendenti, passeremo ad azioni di protesta piu’ efficaci”.

