Teatro Comunale. Arriva il prestito ponte in attesa dei soldi del Ministero

teatro-comunaleBologna, 17 lug. – Dopo lo stanziamento di 600mila euro, ora il Comune di Bologna interviene ancora per tenere a galla il Teatro Comunale. Questa volta si tratta di un prestito di 1 milione e 800mila euro. “Ci sostituiamo agli istituti bancari – ha spiegato l’assessore alla cultura Alberto Ronchi –  Stiamo solamente anticipiamo i soldi per risolvere parzialmente il problema della liquidità del teatro. Una volta che il ministero verserà entro l’anno la seconda parte del Fus, come annunciato, allora quei soldi torneranno nelle casse comunali”. Per diventare operativo il provvedimento, una delibera di consiglio, dovrà passare lunedì dal voto del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio.

      Ronchi Teatro - prestito lunedì

Il Comune, ha spiegato Ronchi, ha costruito un piano di risanamento “ancora in via di perfezionamento”. “Entro la fine dell’anno al 90% il piano sarà accettato e così sistemeremo una vicenda finanziaria che abbiamo ereditato. Il Comune si è impegnato con stanziamenti e con lo stabile di via Oberdan (ceduto dal Comune al Teatro per sistemare i bilanci, ndr). Cambieremo anche lo statuto come previsto dal Ministero, e al posto del consiglio di amministrazione ci sarà un consiglio di indirizzo”.

      Ronchi Teatro - piano risanamento

“Non è possibile che una struttura come il Teatro comunale abbia come contributo dei privati 200mila euro. E’ troppo poco“, spiega Ronchi. Nel piano di risamento si prevede una quota di finanziamento da parte dei privati di un milioni di euro all’anno, “adessiamo siamo a 200mila euro, il più basso contributo di tutte le fondazioni lirico-sinfoniche italiane”. La speranza, spiega Ronchi, è che il decreto Franceschini in via di approvazione garantisca agevolazioni tali da indurre i privati a devolvere altri fondi al Comunale. Se oltre agli stanziamenti pubblici non si troverà ogni anno un milione di euro, spiega l’assessore, il bilancio del Comunale chiuderà in rosso. “E dal 2015, una volta accettato il piano di risanamento – ha ripetuto in più occasioni Ronchi – una situazione del genere significherà la chiusura”.

Poi c’è la questione della liquidità. “Una volta che il piano di risanamento sarà approvato non ci devono essere più scuse, il credito bancario dovrà essere riaperto sulla base dei finanziamenti statali, che non arrivano immediamente ma in un secondo momento, com’è noto”.

      Ronchi - fondi privati

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