21 mar. – «L’11 febbraio scadevano i sei mesi, è passata la metà di marzo ma noi non sappiamo ancora niente». Così Moreno Monti, uno degli inquilini del civico 6 di via Carracci, evacuato ad agosto per i danni provocati dai cantieri della Tav. Da allora 6 famiglie, una scuola e diverse attività commerciali hanno dovuto spostarsi. «Ci hanno detto che saremmo stati fuori casa da sei mesi a un anno», racconta Monti ai cronisti convocati oggi in via Carracci. Per permettere alle famiglie di dare disdetta dell’affitto, Rfi avrebbe dovuto già avvisarle, ma così non è stato. Risultato: molti cittadini vivono nell’incertezza e intanto «si spreca denaro pubblico», quello che serve a rinnovare per un altro anno i contratti di locazione, spiega il consigliere comunale Serafino D’Onofrio, di Bologna città libera, e che la stessa Rfi deve accollarsi anche se i ritardi dovessero rivelarsi di soli due mesi.
Ancora oggi negli edifici evacuati «ci sono 40 centimetri di acqua nelle cantine e i muri che stanno cadendo», racconta Monti.
La possibilità dei risarcimenti per gli abitanti di diversi civici della zona rimane ancora indefinita: «Aspettiamo la firma dell’accordo tra Comune e Rfi da novembre», denuncia Dino Schiavoni, titolare di un bar.
