Tav. Condannati dirigenti per la morte di un operaio

16 feb. – Condannati a un anno con pena sospesa per la morte di un operaio nel cantiere dell’alta velocità ferroviaria di via Agucchi. Sono quattro dirigenti delle Bonciani Spa, ditta di Ravenna subappaltatrice per la quale lavorava Enzo Celleghin, 48 anni, di Venezia, ucciso da una violentissima scossa elettrica il 18 agosto 2004 mentre stava lavorando. Il pubblico ministero Flavio Lazzarini aveva chiesto per i quattro, il presidente, il capo commessa, il direttore del cantiere e il capo squadra, una condanna a un anno e sei mesi. Assolti, invece, come chiesto dallo stesso Lazzarini – altri quattro imputati, il direttore dei lavori dell’Italferr (Gruppo ferrovie dello Stato), società che gestiva il cantiere, il direttore dei lavori della Bologna Ponente, ditta che lavorava al cantiere, e altri due dipendenti della Bonciani.

L’operaio, incaricato di alcuni lavori alla linea aerea, si trovava su un carrello elevatore e si avvicinò ad alcuni cavi di alimentazione, senza toccarli. Stava avvitando le mensole che sostengono i fili dell’alta tensione quando si produsse un arco voltaico e una scossa violentissima lo investì, uccidendolo sul colpo. Visti i lavori in corso non ci doveva essere la tensione su quei cavi, ed è per questo c’è stato il processo che si è concluso con la condanna di chi aveva vari ruoli di garanzia. Celleghin, che abitava vicino a Venezia con la famiglia, era sposato e aveva due figlie.

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