“Tata Bologna”, raddoppiano i fondi

9 feb. – Raddoppiano i fondi per il progetto “Tata Bologna”, aumenta la possibilità di avere il contributo per il congedo parentale e viene confermato l’assegno per chi manda i figli ai nidi privati non convenzionati. Lo prevedono le delibere portate in guinta dall’assessore alla Scuola Simona Lembi, che comprendono anche il progetto di realizzare tre sezioni di scuola materna per accogliere anche i bambini sordomuti, insieme alla Fondazione Gualandi. D’ora in poi le famiglie che chiedono il contributo “Tata Bologna” potranno contare su 200 euro anziché 100 e sarà il Comune a farsi carico di formare le baby-sitter. Quanto al congedo parentale, il contributo di circa 2.700 euro l’anno potrà essere dato anche a chi ha fatto richiesta di iscrizione al nido.

Nel frattempo il Comune ha aperto il bando per richiedere i cosiddetti “voucher a carattere conciliativo“, per l’iscrizione in asili nido privati non convenzionati. All’avviso pubblico emanato lo scorso autunno per
l’anno scolastico 2010-2011 hanno risposto 36 strutture private. Vista anche «la positiva esperienza nel primo anno», si legge nella delibera di giunta, il Comune ha chiesto alla Regione l’erogazione di altri 150 voucher. Gli assegni possono essere richiesti solo da famiglie residenti con un Isee non superiore ai 35.000 euro, in cui entrambi i genitori abbiano un lavoro. Il contributo è formato in parte grazie al Fondo sociale europeo (al massimo 250 euro al mese) e in parte con risorse del Comune di Bologna, differenziate in quattro fasce di valore Isee: 370 euro mensili per redditi da zero a 18.000 euro; 320 euro per la fascia da 18 a 22.000 euro; 250 euro per i redditi da 22 a 26.000 euro; 200 euro per la fascia Isee tra i 26 e i 35.000 euro.

Si potrà presentare contemporaneamente la domanda sia per il voucher sia per l’iscrizione al nido, ma l’accesso a un servizio esclude automaticamente l’altro.

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