14 lug. – Il prossimo anno accademico gli studenti che non avranno raggiunto i crediti previsti pagheranno le tasse a tariffa piena. Lo ha deciso oggi il Consiglio di amministrazione dell’Università di Bologna, dando il via libera per un anno a un provvedimento contestato dagli studenti e sul quale lo stesso Ateneo aveva già fatto un passo indietro. Ora, invece, il Cda ha sospeso per un anno la decisione presa il 30 giugno, secondo la quale chi non raggiunge i crediti deve passare alla fascia di contribuzione immediatamente superiore a quella di partenza – e non a quella massima, come prevedeva l’ipotesi originaria e che ora torna valida per un anno.
«La decisione di oggi è mossa da un atteggiamento prudente e dalla necessità di condurre ulteriori verifiche sull’impatto del nuovo modello contributivo», ha spiegato la prorettrice Paola Monari. «Basti pensare», prosegue Monari, «che per il prossimo anno stimiamo una riduzione degli iscritti totali dell’ateneo, tra calo delle immatricolazioni e accelerazione delle lauree, di circa il 6,5%».
Non ci stanno gli studenti che, in un comunicato stampa firmato da diverse «Associazioni indipendenti», accusano di scarsa credibilità il Consiglio perché «ritorna sulle proprie decisioni, attaccandosi a cavilli riguardanti i regolamenti attuativi delle delibere». Dal “Gruppo Prometeo” di Medicina al “Terzo Millennio” di Ingegneria, insieme denunciano la filosofia del provvedimento – «Condanniamo, come già fatto in passato, questa concezione del diritto allo studio come un privilegio per studenti definiti “meritevoli”, che ci appaiono invece frettolosi e rischiano di trasformare le facoltà in diplomifici» – e invocano «una riforma del diritto allo studio» che non faccia pesare sugli studenti coi redditi più bassi le necessità di bilancio dell’ateneo.
Esprimono «sdegno e rammarico» gli studenti di Sinistra Universitaria, che in una nota definiscono «scandaloso ribaltare una decisione presa a maggioranza in Cda, soprattutto il 14 di luglio, quando gli studenti rimasti a Bologna sono pochi e impegnati negli esami e quelli che sono già via ritroveranno a settembre un bel regalo, inaspettato, perché non comunicato»

