“I cittadini continuino a stare con le antenne dritte“. E’ il consiglio dell’assessore all’ambiente della Provincia Emanuele Burgin, interrogato sull’opportunità di fare richiesta per ottenere il rimborso dell’IVA pagata negli ultimi 10 anni sulla TIA (Tariffa di igiene ambientale). La questione è “serissima” – afferma Burgin – gli appelli che girano su internet partono dalla reale sentenza del luglio scorso della Corte Costituzionale che ha stabilito che la TIA è una tassa a tutti gli effetti e dunque non deve essere assoggettata all’IVA. Risultato: i cittadini che l’hanno pagata comprensiva di IVA dovrebbero essere rimborsati per gli ultimi 10 anni. Ma chi sono i cittadini che l’hanno pagata? In provincia di Bologna non moltissimi – spiega Burgin. Infatti nella maggioranza dei Comuni (compreso il capoluogo) si paga ancora la TARSU, la tassa sui rifiuti solidi urbani, un contributo calcolato in base alla grandezza della casa, mentre la TIA prevede meccanismi premianti per chi differenzia di più. Burgin spiega che al momento l’Agenzia delle Entrate non ha deciso cosa fare. La Provincia come Agenzia d’Ambito ha scritto al Governo, alla Regione e all’Agenzia delle Entrate, ma non c’è stata alcuna risposta. Allora è il caso di fare richiesta all’azienda come suggeriscono le associazioni di consumatori? Burgin consiglia di aspettare: l’IVA già versata alla multiutility (per esempio Hera) è stata girata all’Agenzia delle Entrate e dunque la richiesta del pregresso va presentata direttamente all’Agenzia, perché la società che si occupa dei rifiuti ha agito come sostituto d’imposta. Fare una richiesta ad Hera non avrebbe senso. Tuttavia una richiesta andrà fatta e sarà l’unico modo per ottenere il rimborso e per evitare di pagare l’IVA in futuro. Ma finora non è ancora chiaro come farla e a chi. Burgin suggerisce ai cittadini di aspettare (“Non vorrei fare dichiarazioni demagogiche e poi dover chiedere di pagare l’arretrato”) fino a che l’Agenzia delle Entrate non si sarà espressa. La Provincia – assicura l’assessore – informerà i cittadini sul da farsi appena ci saranno novità.
Qui di seguito i Comuni che in provincia di Bologna utilizzano il sistema a tariffa: Anzola dell’Emilia, Argelato, Bazzano, Borgo Tossignano, Budrio, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Castel Maggiore, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Granarolo dell’Emilia, Imola, Medicina, Monterenzio, Monte San Pietro, Mordano, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant’Agata Bolognese

