19 mar. – Il Tar dell’Emilia-Romagna ha respinto la richiesta dei sindacati di base di bloccare le prescrizioni della Questura sul percorso della manifestazione di sabato 21 marzo. Il tribunale si pronuncerà, invece, l’8 aprile sulla richiesta di sospendere l’ordinanza con cui il prefetto di Bologna vieta le manifestazioni dal sabato pomeriggio alla domenica nelle principali piazze e vie del centro storico.
Il Tar non ritiene che le prescrizioni della Questura creino inconvenienti tali da giustificarne l’annullamento. I sindacati avevano dato appuntamento «in difesa del diritto di sciopero e di manifestazione» proprio all’interno della “zona rossa” tracciata dal provvedimento del prefetto, che ha così applicato la direttiva del ministro Maroni sulle manifestazioni nei centri urbani. La Questura aveva proposto un percorso alternativo, contro cui RdB, Cobas e Sdl hanno fatto ricorso al Tar. Questa mattina i promotori hanno convocato una conferenza stampa sui gradini di Sala Borsa, per confermare l’appuntamento in piazza Nettuno alle 15,30 di sabato e hanno detto che intendono continuare a percorre le vie legali fino al Consiglio di Stato.
Se la Questura dovesse chiudere preventivamente la piazza, «staremo intorno al cordone e comunicheremo con la citta», ha detto Valerio Monteventi. Il candidato sindaco di Bologna Città Libera, che parteciperà alla manifestazione a titolo personale, è già stato denunciato per aver manifestato in piazza Maggiore l’8 marzo.
Lunedì si presenterà alla città un collegio di difesa gratuito che si sta formando per l’assistenza legale di coloro che dovessero essere denunciati per infrazioni alla direttiva Maroni.

