In fiamme il portone di Casa Pound


4 giu. – Un attentato incendiario questa mattina, verso le 4,40, ha colpito il portone della sede dell’associazione di estrema destra Casa Pound. La Polizia ha trovato sul posto una tanica di benzina da 5 litri sciolta dal fuoco, coperta da un panno rosso imbevuto di benzina.

All’interno dormivano Alessandro Vigliani, 27 anni, presidente dell’associazione, e la sua ragazza, di 29 anni, incinta. Non risultano feriti. Erano rientrati verso le 3,30 dopo un’iniziativa.

La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo contro ignoti con le ipotesi di reato di danneggiamento seguito da incendio, danneggiamento aggravato e trasporto di materiale infiammabile. La magistratura non ipotizza il reato di incendio né tantomeno quello di tentata strage. Una scelta fatta sulla base di danni oggettivi che il gesto ha causato, limitati alla porta in legno esterna e alla tettoia in plexiglas.

Alessandro Vigliani si è accorto dell’incendio quando si è alzato per prendere dell’acqua. Ha visto un bagliore e non ha aperto la porta, evitando così che le fiamme si propagassero all’interno. Ha calato la ragazza dalla finestra, tenendola per le braccia. Poi lei ha preso una scala a pioli che era nel giardino per far scendere lui. Hanno chiamato il 113 e i Vigili del Fuoco.                                                                                                                                

Le fiamme sono state spente con un estintore dai poliziotti, arrivati per primi sul posto. Da una prima ricostruzione gli incendiari sarebbero arrivati dai Giardini Margherita, tagliando la recinzione che separa il parco pubblico dal giardino in cui si trova la sede di Casa Pound. Avrebbero così evitato di passare dal vialetto di accesso, chiuso da un cancello, e in cui è segnalata la presenza di telecamere (che in realtà non ci sono). Nel giardino si trova anche una palazzina di tre piani, la cui proprietaria affitta il bilocale all’associazione. Durante il giorno due cani S. Bernardo girano liberi in giardino, ma di notte dormono nella palazzina. Secondo gli inquirenti, chi ha progettato l’attentato ha tenuto conto di questa circostanza.

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