27 nov. – Ci sono delle giornate in cui ci rendiamo conto che effettivamente proviamo a darvi conto di un panorama musicale vasto e composito. Venerdì 22, dopo i Fast Animals and Slow Kids, abbiamo ospitato The Talking Bugs. Sempre di animali si parla (genericamente per la band di Perugia, “bachi” per la band di Imola) e sempre di live acustico si tratta: ma se per i FASK imbracciare chitarre folk e bassi non amplificati è una novità, l’unplugged è la condizione ideale per il gruppo che ha pubblicato da pochissimo l’album Viewofanonsense.
La band è un quartetto: due chitarre classiche, un contrabbasso e percussioni. Se l’organico è facilmente definibile, lo è di meno la loro musica, che mischia tantissime suggestioni diverse. Certo, c’è il pop e il folk, ma il concetto è ampio: abbiamo provato a ricondurre la discussione su cosa voglia dire folk ricordandoci cosa ci avevano raccontato Francesco Giampaoli e i Sacri Cuori, ma la musica dei Talking Bugs non si lascia ingabbiare facilmente. C’è la tradizione acustica anglosassone, ma anche echi lontani, provenienti dall’eredità latina in senso ampio.
Il modo migliore per capire è, ancora una volta, ascoltare: “in un luogo piccolo”, ci hanno detto i ragazzi, indicando quale sia il “locale” preferito dove suonare. D’altro canto la dimensione dalla band è prettamente acustica, quasi da camera. Ascoltate il live e diteci poi se non vi viene voglia di coinvolgerli in un house concert…



