Per l’assessore regionale alla sanità Giovanni Bissoni: “I tagli alla sanità sono sostanziali e più pesanti di quelli della scuola”, ma si vedranno a partire dal 2010. Nella nostra regione mancheranno 200-250 milioni di euro nel primo anno e oltre 300 milioni nel 2011. Bissoni, intervenuto all’inaugurazione della nuova Maternità dell’ospedale Maggiore ha specificato che l’anno prossimo il Fondo sanitario nazionale avrà un aumento del 3,5%, previsto dal governo Prodi, ma una crescita fra lo 0 e il 2% nei due anni successivi. A questa decrescita si unisce anche un taglio di 160 milioni voluto dal ministero dell’economia per investimenti già previsti nel triennio in corso, per mancanza di soldi. C’è un impegno da parte del premier a ridiscutere con le regioni le cifre, ma proprio oggi Giulio Tremonti ha confermato i tagli.
Il Fondo sanitario nazionale eroga 100 miliardi di euro ai servizi sanitari delle regioni italiane, coprendo le spese di regioni virtuose come l’Emilia-Romagna (oltre a Lombardia, Toscana e Veneto), ma non è in grado di colmare i disavanzi di bilancio e le inefficenze delle altre regioni (in particolare Campania, Lazio e Sicilia). Per Bissoni l’operazione del governo sulla sanità è molto simile a quella operata dal decreto Gelmini sulla scuola, ovvero : prima faccio i tagli e poi rimposto tutto il meccanismo.
Se confermati i tagli e la riduzione dei fondi, per la nostra regione questo renderà impossibile l’introduzione di miglioramenti come le spese odontoiatriche gratuite per le fasce deboli o la diffusione del parto indolore.
(6 novembre 2008)

