11 set. – Ci sono solo due mesi di tempo per “riorganizzare” la sanità bolognese bastonata dalla spending review. Verrà toccato il numero di posti letto “ma non nell’ottica del taglio degli ospedali”. Se n’è parlato durante l’incontro tra i sindacati e l’assessore provinciale alla sanità Giovanni Barigazzi, a cui erano presenti anche il direttore sanitario Ausl Massimo Annichiarico, il presidente Francesco Ripa di Meana, l’assessore bolognese Luca Rizzo Nervo e il sindaco di San Giovanni in Persiceto Renato Mazzucca.
Bologna e provincia hanno un indice maggiore di posti letto ogni 1000 abitanti di quello definito dalla spending review. A Bologna ci sono 5.4 letti ogni 1000 abitanti mentre il Governo nel decreto ha fissato 3.7 letti per lo stesso numero di abitanti. “Vorrebbero riconvertire alcune situazioni – ha detto Gina Rasi della Cisl sanità – negli ospedali definiti di prossimità come Vergato, Budrio, Loiano, San Giovanni in Persiceto inserire le case della salute, alcune aperte anche 24 ore su 24 grazie ai medici di base”. Si vuole quindi ricorrere maggiormente al day hospital, soprattutto negli ospedali con la tecnologia più avanzata, in modo da sfruttare al massimo le sale operatorie migliori e i letti, usati solo come appoggio per qualche ora. Tra le ipotesi sul tavolo per risparmiare c’è anche la fusione dei dipartimenti amministrativi e tecnici dell’Azienda Ospedaliera Sant’Orsola e dell’Ausl.
Queste sono proposte di “riorganizzazione, non solo tagli”, ha voluto precisare l’assessore Barigazzi.
I posti di lavoro diminuiranno, ma dovrebbero essere compensati dal blocco del turn over. Ascolta Gina Rasi della Cisl risi-post
I sindacati incontreranno di nuovo le istituzioni giovedì prossimo 13 settembre, in un nuovo tavolo di confronto.

