22 dic. – “Se il taglio agli stipendi dei consiglieri e la cancellazione degli indennizzi che abbiamo fatto noi fosse una cosa così facile e banale, mi domando cosa aspetterebbero a farlo anche le altre Regioni e il Parlamento”. E’ un Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna molto soddisfatto quello che oggi ha commentato il voto di lunedì sulla diminuzione dei costi della politica. “Vorrei che dall’Emilia-Romagna partisse una grande riforma delle istituzioni di questo Paese”, ha detto Matteo Richetti, che ha parlato anche di altri due obiettivi. La questione del lavoro, è il primo, che Richetti ha focalizzato in particolare sulla situazione dei precari e dei lavoratori atipici. Ciò a cui puntiamo, ha detto, “è un supporto a tutti quei lavoratori, anche non più così giovani, che se perdono il posto non hanno le tutele degli altri dipendenti. Non penso a un reddito di cittadinanza per tutti coloro che terminano la formazione. Ai giovani si devono dare opportunità, se diamo loro uno stipendio creiamo una generazione di assistiti”. Poi la questione del federalismo, per il quale Richetti ha detto che la volontà è quella di “guidare le assemblee legislative in una discussione su questo tema che porti le istanze dei Comuni e delle realtà territoriali che hanno espresso i consigleri regionali”.
