12 nov. – Domenica 14 novembre alcune biblioteche bolognesi rimarranno aperte per protestare contro i tagli dell’ammistrazione comunale. L’iniziativa è lanciata dal coordinamento Bibliotecari Necessari, apoggiati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e dall’Associazione Italiana Biblioteche e si svolgerà all’interno della biblioteca dell‘Istituto Gramsci, di quella dell‘Istituto Storico Parri e del Centro di documentazione “Il Cassero”.
I bibliotecari avrebbero voluto tenere le porte aperte di tutte le undici biblioteche comunali, ma l’amministrazione, dopo aver dato un’iniziale disponibilità, ha negato l’autorizzazione.
Le cifre esatte dei tagli verranno rese note dal Commissario Anna Maria Cancellieri solo il 19 novembre ma si possono intuire le ricadute sul sistema bibliotecario dal nuovo bando per la gestione della Sala Borsa. La biblioteca centrale rimarrà chiusa, oltre la domenica e il lunedì mattina, anche il lunedì pomeriggio e l’orario di apertura negli altri giorni della settimana verrà ridotto di un’ora.
Secondo i sindacati ci sono in pericolo 220 posti di lavoro in tutta la città e non escludono la possibilità della chiusura di alcune piccole biblioteche di quartiere. A rischio anche la Cineteca comunale, in cui la maggior parte dei lavoratori ha contratti precari.
L’iniziativa, che secondo gli organizzatori sarà solo la prima di tappa di una mobilitazione di lunga durata, comincerà la mattina con un presidio nel cortile di Palazzo d’Accursio con una maratona di letture a cui parteciperanno alcuni degli scrittori che hanno aderito all’appello contro i tagli, tra questi alcuni nomi importanti come Pino Cacucci, Valerio Evangelisti e Stefano Tassinari.
Aprire le biblioteche come forma di protesta, secondo Enrico Cavalieri, dei Bibliotecari Necessari, vuole essere anche l’occasione per sensibilizzare gli utenti all’importanza del servizio quotidiano delle biblioteche, soprattutto in un periodo di crisi.

