Strage del 2 agosto, foto indelebile: le reazioni alla libertà di Fioravanti

4 ago. – Diverse sono state le reazioni rispetto alla scarcerazione e alle dichiarazioni di Valerio Fioravanti nella giornata successiva alle commemorazioni per la strage di Bologna.

“E’ un triste malcostume italiano – ha affermato oggi il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia – permettere che terroristi assassini del calibro di Fioravanti, nel loro primo giorno di immeritata libertà, salgano in cattedra per spiegarci la loro verità sugli anni di piombo, mancando di rispetto alle vittime e alle loro famiglie”. “Tuttavia – ha aggiunto D’Alia -, che autorevoli esponenti di governo e della maggioranza gli facciano da grancassa per tentare una riabilitazione postuma della destra italiana contigua al mondo dell’eversione, ci pare un’operazione inaccettabile che non può passare sotto silenzio”. “Fioravanti – ha continuato – è un assassino che si è macchiato di efferati delitti e per questo non merita alcun rispetto né credibilità: parla in maniera obliqua come Riina, e come Riina dovrebbe essere trattato”.

“Se il governo non vuole più partecipare alla manifestazione di commemorazione della strage di Bologna faccia pure, vuol dire che si assumerà la responsabilità politica e morale di disertare le celebrazioni del ricordo e della condanna del più grave atto terroristico della storia italiana”. E’ l’opinione di Silvana Mura, deputata Idv e coordinatrice regionale del partito in Emilia Romagna sulla presenza dell’esecutivo alle cerimonie degli anniversari della strage del 2 agosto nel capoluogo emiliano.

“La pista alternativa sulla strage alla stazione di Bologna, quella che chiama in causa l’esplosivo palestinese, non è solo ridicola, bensì provocatoria e intrisa di cinico dileggio nei confronti di tutti noi bolognesi. Dopo esser stati ripetutamente colpiti dobbiamo anche accettare di passare per poveri fessi. Ma tali non siamo”. A parlare così è l’ex segretario dei Ds ed ex europarlamentare Mauro Zani, che commenta il ritorno in libertà di Fioravanti e il suo riproporre, “in una raffica d’interviste, piste alternative alla sentenza definitiva che qualifica il massacro di Bologna come strage fascista”. Una tesi “ridicola e insidiosa”, per Zani, secondo cui per il 2 agosto, c’è “solo una verità parziale. Non dico che dobbiamo accontentarci”, ma “sarebbe utile fissare questa raggiunta e sofferta verità storica nella memoria delle generazioni che verranno nella lunga attesa di una verità più completa”. Per cui, a Zani “sembra utile, anzi necessario, scolpire nel marmo, il ricordo di cio’ che abbiamo vissuto e di ciò che sappiamo ora in una forma più duratura”.

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