Suicidio farmacista. Un’interrogazione chiede gli ispettori su Giovannini

Bologna, 19 mar. – Il Pd chiede al Governo di inviare gli ispettori a Bologna per verificare il comportamento del procuratore aggiunto Valter Giovannini e degli inquirenti della squadra mobile nel caso di Vera Guidetti, la farmacista di 62 anni che una settimana fa si è suicidata, due giorni dopo essere stata interrogata nell’ambito di un’indagine su un furto
L’interrogazione, agli atti del Senato di ieri, è stata presentata da Luigi Manconi, senatore del Pd, membro delle commissioni Difesa di Palazzo Madama e presidente della Commissione straordinaria bicamerale per la tutela dei diritti umani.

Manconi, rivolgendosi ai ministri della Giustizia e dell’Interno, Orlando e Alfano, chiede loro “se non ritengano opportuno attivare i poteri ispettivi presso la Procura e la squadra mobile di Bologna”. E, ai nostri microfoni, solleva l’opportunità che il procuratore aggiunto, coinvolto, lasci le indagini sul caso di furto che hanno portato al suicidio della donna

Il senatore è convinto che la posizione della 62enne sia stata gestita in modo poco chiaro. Guidetti prima di togliersi la vita ha lasciato un biglietto con il nome del procuratore aggiunto Giovannini, dicendo di essere stata da lui “trattata come una criminale” e non creduta. In questa vicenda, la prima cosa che non convince Manconi è il fatto che “l’escussione testimoniale della signora Guidetti, evidentemente interessata da chiari indizi di colpevolezza, si sarebbe svolta senza alcuna garanzia difensiva e con discutibili modalità per un tempo assai prolungato”. Ma non è solo questo il punto.
Manconi segnala anche il fatto che “della permanenza della signora Guidetti negli uffici della Questura non sarebbe stato informato il pubblico ministero di turno”.

A suscitare perplessità è anche un altro passaggio: “Il giorno 11 marzo, ossia al momento della scoperta del corpo della Guidetti e del suo biglietto di accusa- scrive Manconi nell’interrogazione- il procuratore aggiunto Giovannini si recava nell’abitazione della donna, anticipando il pubblico ministero di turno e continuando a condurre le indagini sul decesso della Guidetti, nonostante il suo coinvolgimento nella vicenda in quanto indicato (a torto o a ragione) dalla farmacista deceduta come responsabile di comportamenti ostili nei propri confronti”. Per Manconi, ce n’è a sufficienza per chiedere un intervento degli ispettori ministeriali affinché verifichino se le indagini si siano svolte correttamente.

“L’escussione della donna” dice Manconi, “è stata condotta come fosse una testimonia di persona informata dei fatti ma probabilmente dovevà già definirsi come quella di una persona indagata, quindi con la presenza di un’indagato”.

Inoltre Manconi fa riferimento al biglietto lasciato da Guidetti in cui viene indicato il comportamento di Giovannini come una delle cause che avrebbe portato al suicidio della donna. Il senatore, a fronte di questo, si chiede se non sia il caso che il procuratore aggiunto, per una ragione di opportunità o di sensibilità umana, di astenesse dalle indagini sulle vicende che hanno portato poi a questa tragedia”.

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