Suicidio alla Dozza: un detenuto sloveno si impicca

9 ott. – Questa mattina nel carcere della Dozza un detenuto sloveno di 32 anni si è ucciso impiccandosi nei locali delle docce. Per togliersi la vita ha utilizzato dei lacci di scarpe. Lo riferisce il segretario generale della Uil Penitenziari Eugenio Sarno spiegando che questo è il 57° suicidio nelle carceri italiane: “Un’ecatombe senza fine”.

Secondo Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, il detenuto proveniva dal carcere di Ravenna e già in precedenza aveva tentato più volte di togliersi la vita. “Per le sue precarie condizioni psicologiche era seguito dal servizio di psichiatria” ha detto Durante.

Alla Dozza si è superato da tempo quota 1100 detenuti a fronte di un capienza di 450, è uno dei carceri più sovraffollati d’Italia dove si sente particolarmente la mancanza di personale di polizia penitenziaria e di educatori e psicologi. Situazione giudicata insostenibile dall’assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi: “Esprimo il dolore mio personale e di tutta la  Regione per questo nuovo caso di un detenuto che si toglie la vita in un carcere dell’Emilia-Romagna. Non da oggi denunciamo una situazione di sovraffollamento e di inadeguatezza delle strutture e dei servizi carcerari che si è fatta ormai insostenibile”. Il sovraffollamento, per il governatore Vasco Errani, è “un problema di umanità e di civiltà. Rinnoviamo – prosegue il presidente – la nostra richiesta di un intervento urgente, che riteniamo non più differibile”.

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