Suicida un ex generale della Guardia di Finanza

1 lug. – Un ex generale della Guardia di Finanza in pensione, Angelo Cardile, si è tolto la vita questa mattina, giovedì 1 luglio, mentre era in corso la perquisizione del suo appartamento, in Via Gaspare Nadi. L’uomo, che si è trovato di fronte degli ex colleghi delle Fiamme Gialle del II° gruppo di Bologna, dopo aver letto il decreto ha chiesto di potersi andare a vestire perché era in pigiama. Un sottoufficiale lo ha accompagnato fino alla porta che sarebbe rimasta socchiusa ma poi l’ha lasciato solo nella stanza. A questo punto l’ex generale ha preso dall’anta di un armadio una pistola, una Glock, e si è ucciso con un colpo di pistola alla testa. Cardile è stato fino a marzo, per un anno, un amministratore della Rimini Yacth, la società sotto inchiesta a Rimini e Bologna per truffa, furto, sottrazioni di beni e falso in atto pubblico. In particolare Cardile era accusato di aver fatto pressioni su ex colleghi delle fiamme gialle (in quattro sono indagati e perquisiti oggi) per ammorbidire le verifiche fiscali sulla società

L’inchiesta della Procura di Rimini è partita il 17 maggio dopo la denuncia di furto di un’imbarcazione. Ben presto è emerso che la società di Giulio Lolli -ora irreperibile-vendeva la stessa barca a più proprietari, con immatricolazioni fittizie. Nella truffa sarebbero cadute anche alcune finanziarie di San marino che hanno concesso leasing per barche inesistenti.

“Ci dispiace sul piano umano. Esprimiamo le nostre condoglianze, ma si è trattato di un’attività eseguita sulla base di un decreto di perquisizione, indispensabile per cercare documenti che corroborassero il quadro accusatorio”. Lo ha detto il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso.

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