10 apr. – La Procura di Bologna ha deciso di aprire un’indagine conoscitiva sui presunti ‘fondi neri’ della Lega Nord di Bologna. Viste le notizie di stampa di questi giorni, in cui hanno trovato spazio le denunce fatte a più riprese nel passato di alcuni ex responsabili leghisti bolognesi, il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha voluto vederci chiaro. Al momento non ci sono né indagati né ipotesi di reato.
A breve piazza Trento e Trieste sentirà gli accusatori della Lega, gli ex militanti espulsi negli ultimi anni: l’ex segretario Alberto Veronesi e l’ex tesoriera Carla Rusticelli che hanno parlato di irregolarità nei pagamenti e di ‘fondi neri’, e l’ex revisore dei conti Alberto Magaroli. La Procura non esclude di sentire anche il consigliere regionale e comunale Manes Bernardini, ex segretario provinciale della Lega Nord.
Non è escluso che i magistrati riprendano in mano l‘esposto presentato da Veronesi nel 2009.
Opaca, secondo le accuse degli ex, la gestione dei fondi operata da Angelo Alessandri, segretario nazionale emiliano, di stretta osservanza bossiana. I maroniani, forti sotto le Due torri, non si stringono certo in difesa di Alessandri. “Tutte le manovre venivano fatte a Reggio Emilia – dice la consigliera comunale Paola Francesca Scarano, che aggiunge – Bologna era solo spettatrice”.
Proprio la Procura di Reggio Emilia potrebbe essere la prossima a muoversi. Oggi il procuratore capo della città tricolore, Giorgio Grandinetti, ha ascoltato Marco Lusetti, ex braccio destro di Alessandri e poi suo accusatore. L’ex leghista nell’estate del 2010 aveva puntato il dito contro la gestione dei fondi del partito operata da Alessandri e per questo fu cacciato dal Carroccio. Domani è convocata in Procura a Reggio Emilia una conferenza stampa dei pm.

