10 sett. – Martedì 14 settembre scadranno i termini per partecipare al bando di assegnazione dell’attuale sede di Armonie e la storica associazione femminista, da sempre impegnata contro la violenza sulle donne, sa già di non poter pagare i 18mila euro annui richiesti. “Rischiamo di perdere la nostra sede di via Emilia Levante e ancora non siamo riusciti a incontrarci col Commissario Cancellieri”, ha detto in un’affollata conferenza stampa Sandra Capri, dell’associazione. “Il radicamento sul territorio è sempre stato il nostro punto di forza ma nel bando non se ne fa cenno. Fino ad ora – ha spiegato Capri – abbiamo pagato solo utenze e assicurazione”. Circa 4mila euro all’anno che col nuovo bando quadruplicheranno. Decisamente troppo per un’associazione che si sostiene unicamente con le tessere delle 230 iscritte.
All’incontro hanno partecipato anche il Presidente del Consiglio provinciale Virginio Merola e l’Assessore alle pari opportunità Gabriella Montera. Merola ha puntato il dito contro i criteri del bando, a suo dire “sconcertanti“, e contro “una mancanza di informazione e di memoria storica” da parte dell’attuale amministrazione comunale. Per questo, assieme a Gabriella Montera presenterà lunedì in Consiglio provinciale un Ordine del Giorno per sollecitare il comune di Bologna a prendersi carico della questione. “C’è lo spazio per sospendere il bando o quanto meno per modificarlo“, ha detto il Presidente del Consiglio provinciale. “La questione non è il costo – ha concluso Merola – ma l’agibilità e lo spazio politico per le associazioni delle donne nella nostra città”. Della stessa opinione l’Assessore Montera: “Anche dal punto di vista formale penso ci possano essere le condizioni per una sospensiva“.
Chi volesse aderire all’appello per salvare Armonie può scrivere a armonie@iperbole.bologna.it

