Il Giudice per l’udienza preliminare di Bologna Gabriella Castore ha condannato, con rito abbreviato, a 6 anni di reclusione un uomo, cittadino cinese, di 42 anni. Si trova in carcere da maggio, quando è stato arrestato con l’accusa di aver violentato la figlia quindicenne, che fu poi costretta ad abortire. Il pm Flavio Lazzarini aveva chiesto una pena di otto anni. Secondo l’accusa, l’uomo aveva usato violenza contro la figlia una sera di febbraio: era ubriaco e in casa, oltre a loro, c’era solo l’altro figlio di 11 anni; la moglie era fuori città per lavoro. La ragazza è stata poi costretta ad abortire, chiedendo aiuto a un’amica di famiglia, infermiera in un ospedale della provincia di Bologna. La struttura sanitaria ha subito inviato una segnalazione alla Procura, visto che la ragazza era minorenne. Fu lei stessa a raccontare agli inquirenti di avere subito la violenza
aggiungendo che, se non fosse rimasta incinta, non avrebbe mai denunciato suo padre, per vergogna e per paura.

