Presidio contro la sentenza di assoluzione per lo stupro di Via Libia


20 mag. – Una trentina di donne questa mattina ha montato 6 tende davanti al palazzo di vetro della Procura. «Il maschio stupra, lo stato assolve», c’era scritto sui fogli attaccati sulle panchine del piazzale antistante e distribuiti agli avvocati che entravano e uscivano dal palazzo. A 4 giorni dall’assoluzione dei due studenti già condannati in primo grado per stupro, hanno deciso di presidiare la Procura. «Vogliamo dei magistrati competenti in grado di mettersi al momento della decisione la maschera di persone e dismettere quella di maschi», scrivono le donne di “maragridaforte” in una sorta di sentenza letta questa mattina, in cui condannano «il femminicidio anche quando si manifesta attraverso decisioni ingiuste». Sui cartelli, gli striscioni, a voce, ancora una volta rivendicano: «Quando diciamo no vuol dire no».

«Ho un nuovo tatuaggio. Oggi sul mio corpo la procura ha scritto: prendete pure, fate con comodo, non vi succederà nulla», ha scritto la ragazza che quasi 3 anni fa denunciò lo stupro e scrisse una lettera per invitare le donne a non tacere. Oggi al presidio c’era anche sua madre:

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Gli imputati hanno sempre detto che la ragazza era consenziente. La giudice Rita Zaccariello, nell’ordinanza di arresto, aveva scritto che gli imputati avevano ignorato il confine tra le diverse modalità di manifestazione sessuale.

Picture by Mario Carlini/Iguana press

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