Stupro di via Libia. Cassazione annulla l’assoluzione

7 ott. – La Corte di Cassazione con la sentenza numero 35950 che ha annullato l’assoluzione per due studenti, condannati in primo grado e assolti in secondo per lo stupro di via Libia. Contrariamente a quanto stabilito dai giudici della corte d’appello, la Cassazione ha stabilito che se una donna ha una forte crisi di nervi dopo un rapporto sessuale è lecito pensare che ci sia stata una qualche forma di violenza che ha travalicato i limiti del consenso della donna.

In secondo grado, i giudici avevano creduto agli imputati, Federico Fildani e Francesco Liori, sostenendo che l’attacco di nervi avuto dalla ragazza che era uscita dall’appartamento urlando in strada fosse effetto dell’alcol. Ma per la Cassazione il ragionamento non sta in piedi: “In base ai canoni della comune esperienza non rientra nella normalità degli accadimenti che una persona, dopo rapporti sessuali consenzienti, abbia senza una specifica ragione un attacco isterico”. Il ricorso della ragazza era stato promosso dall’avvocato Milli Virgilio che ha sottolineato come la decisione della Cassazione apra adesso la strada all’apertura di un procedimento civile per il risarcimento del danno.

Il difensore di uno dei due ragazzi, avvocato Antonio Petroncini, spiega: “la suprema corte si pronunciava solo ai fini civili e va detto subito che il processo penale ha accertato l’innocenza del mio assistito. Questa è un’azione fatta dalla presunta vittima che ha come possibile unico obiettivo quello di ottenere un risarcimento economico”.

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