8 ott. – Erano circa cinquemila (quattromila secondo la questura) gli studenti medi che sono scesi in piazza questa mattina per protestare contro i tagli del Governo al settore dell’istruzione pubblica. Il corteo, organizzato dal Coordinamento Studenti Medi Bolognesi e dal Collettivo Autonomo Studentesco, è partito da piazza XX settembre verso le 9.15 aperto dallo striscione del Cas con scritto “Studenti e precari in lotta verso il nostro futuro”. Mentre il corteo muoveva i primi passi, da piazza Nettuno partivano i circa 400 ragazzi dell’istituto d’arte che hanno raggiunto i compagni all’altezza di via Irnerio. Minghetti, Righi, Rubbiani, Itis Belluzzi, Laura Bassi, Copernico le scuole più presenti.
Il corteo ha risalito tutta via Indipendenza a tempo di musica ska diffusa con forza dall’impianto montato sul camioncino del Cas. Il corteo ha invaso tutta via Rizzoli, da piazza del Nettuno alle Due Torri, e giunto in piazza della Mercanzia si è diviso: un centinaio di ragazzi, guidati dagli attivisti del Cas, ha cercato di dirigersi verso via San Domenico, dove gli operai della Fiom erano in presidio sotto la sede di Unindustria. Il blitz però non è riuscito e gli studenti dei collettivi autonomi si sono riuniti al grosso del corteo che nel frattempo aveva riempito piazza Santo Stefano.
Davanti alle Sette chiese è andato in scena il dibattito, a suon di interventi al microfono, tra le due anime del movimento degli studenti medi: l’ala più moderata, il Csmb, propone di proseguire la protesta contro i tagli al sistema dell’istruzione con manifestazioni pomeridiane, mentre il Cas promette un autunno “molto” caldo.
In piazza Santo Stefano, alle 11.30, l’associazione We Care, formata da una quarantina di giovani iscritti del Pd, aveva organizzato una lezione con il costituzionalista Andrea Morrone.

