12 feb -Duecento studenti medi hanno raggiunto piazza del Nettuno verso le sei e un quarto, dopo pochi minuti è partito il corteo con dei lumini rossi votivi inscenando l’ennesimo “funerale della scuola pubblica”. Il corteo, a cui hanno preso parte soprattutto studenti del Minghetti, poi delle Laura Bassi e del Serpieri, ha percorso via Rizzoli, via Zamboni fino ad arrivare nella centrale piazza Verdi. “I soldi per la scuola si devono trovare tagliando la spesa militare” si leggeva in uno striscione. La giornata della protesta della scuola bolognese è iniziata questa mattina alle dieci, quando gli studenti si sono presentati davanti al liceo Galvani, dove era atteso l’arrivo del direttore dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina, per protestare contro la riforma delle superiori. Una cinquantina di studenti ha atteso il provveditore, che però è entrato nell’istituto – dove si celebrava il 150° anniversario – da una porta laterale. In strada hanno intonato cori e bloccato per qualche minuto il traffico di via Castiglione, mentre all’interno, con il lutto al braccio, i rappresentanti degli studenti leggevano a Limina un comunicato.
“La situazione non è così drammatica come la vedete, il patrimonio delle sperimentazioni non andrà perduto” – ha rassicurato Limina – che in un secondo momento ha difeso i tagli, criticati dagli studenti: “Non si taglia qualcosa che serve: le riduzioni degli organici sono correlate al nuovo assetto previsto dalla riforma”. Quanto ai precari, sono “un problema che ci preoccupa ma non sono legati alla riforma, perché non fanno parte dell’organico della scuola”.
“Condivido dalla prima all’ultima riga il documento degli studenti” ha detto l’assessore alla Scuola della Provincia di Bologna Anna Pariani, presente alla cerimonia.
Poi gli studenti si sono uniti con alcuni colleghi del Galvani che li hanno seguiti in corteo. “Con questa riforma a scuola non si torna” scandivano, mentre si allargavano le fila grazie ad altri liceali in attesa sotto le Due Torri.
Tenendo lo striscione “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città” hanno percorso via Zamboni in direzione di via Belmeloro.
L’intenzione era quella di andare a contestare alcuni parlamentari della maggioranza, alle 14 in convegno con il rettore sul tema della riforma universitaria. Ma una volta arrivati davanti alla sede dell’incontro, scortati da agenti di Polizia e Municipale, gli studenti si sono spontaneamente sciolti.
