22 dic. – All’assemblea convocata dagli studenti in Sala Borsa hanno partecipato oltre 250 persone, in larga parte studenti ma anche molti lavoratori del Comune e “bibliotecari necessari”. All’incontro sono stati presenti anche Virginio Merola e Amelia Frascaroli, come pure Bruno Papignani, della Fiom di Bologna, e Danilo Gruppi della Cgil. Hanno partecipato anche docenti universitari (il prorettore Nicoletti) e musicisti del Teatro comunale, il Tpo e Crash, collettivi universitari e studenti medi. Su un lato, pendevano gli striscioni della Fiom della Magneti Marelli.
“Da gennaio organizzeremo altre forme di mobilitazione”, ha detto il primo studente che ha preso la parola. La strada è quella dello sciopero generale, ha continuato fra gli applausi, “che noi abbiamo già avviato due settimane fa occupando l’autostrada. E’ questa la strada che vogliamo intraprendere da gennaio in poi” per “fare ostruzionismo a questo Ddl” e per lanciare pratiche di autoriforma”.
Bruno Papignani ha detto a Città del Capo Radio Metropolitana che da gennaio gli studenti “saranno invitati nelle fabbriche per far capire agli operai le ragioni della protesta di queste ultime settimane”. Ma anche, ha sostenuto Papignani, “per non disperdere la forza dimostrata dagli studenti nel contrastare la riforma Gelmini. Hanno dimostrato, anche se la legge passerà in Senato, una non rassegnazione che può far solo bene a questo Paese. Tra breve dovrebbe partire il corteo diretto verso le Due Torri.
A fine incontro la protesta è continuata con un blocco del traffico e un corteo di circa 80 studenti che hanno sfilato da piazza Nettuno fino al civico 38 di via Zamboni, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Le immagini sono di Mario Carlini/Iguana Press

