Strategie della Regione per superare il Patto di Stabilità

3 ago. – Se il Patto di Stabilità blocca la possibilità di spesa a Comuni e Province, il Patto di Stabilità della Regione Emilia Romagna cerca di aggirare il problema: i tetti vengono calcolati a livello regionale, mettendo in rete 189 Comuni, 9 Province e la stessa Regione. Il Patto è stato approvato nel dicembre scorso e ora viale Aldo Moro ha divulgato criteri e tempistiche per permettere a Comuni e Province di accedere al riparto delle quote di potenzialità di spesa che la Regione e il sistema delle autonomie potranno mettere a disposizione del sistema economico locale nel rispetto dei limiti fissati dal patto regionale.

I criteri sono tre: la precedenza verrà data a Comuni e Province che hanno la necessità di pagare opere pubbliche già realizzate e che, quindi, potranno liquidare più velocemente i fornitori. Verranno poi provilegiati gli enti locali che abbiano ridotto nel tempo il peso del debito procapite, in modo da rispettare gli impegni europei. Infine, una particolare attenzione sarà rivolta agli enti che hanno attuato politiche coerenti con la programmazione regionale per la realizzazione di spese d’investimento cofinanziate dalla Regione, dallo Stato oppure dall’Unione europea, in modo da poter utilizzare tutti i finanziamenti assegnati. Le Province e i Comuni che credono di rispettare questi requisiti dovranno inviare le loro richieste entro il 15 settembre.

 

 

 

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